Collana "Chora"
Guide alla lettura dei classici della filosofia
a cura del Gruppo di ricerca filosofica Chora
edite da Ibis Edizioni
Con la presente collana di studi, si intende offrire strumenti essenziali e chiari che possano accompagnare il lettore nel confronto diretto con alcuni grandi classici del pensiero occidentale. I volumi di questa collana sono stati pensati e scritti per tutti coloro che intendessero accostarsi – avvertendo la necessità di un ausilio nell’esercizio di lettura – ai testi di autori che hanno segnato in profondità la storia della filosofia. Il progetto editoriale e la struttura dei singoli volumi sono frutto di un’intesa comune del Gruppo Chora sulle finalità dell’iniziativa e sul senso complessivo del lavoro che qui viene proposto. I contenuti dei singoli volumi – così come la scelta di affrontare un “classico” nella sua interezza, piuttosto che esaminando solo alcuni nuclei tematici significativi – sono legati invece alle caratteristiche peculiari dell’opera affrontata, oltre che, naturalmente, alle scelte degli autori che con il Gruppo Chora hanno collaborato.
Un sentito ringraziamento è rivolto a tutti coloro che hanno sostenuto e continuano ad incoraggiare le nostre iniziative.
Un ringraziamento particolare va, infine, alla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, grazie alla quale anche questo progetto può trovare la propria realizzazione.
Laura Sanò, Leggere La persuasione e la rettorica di Michelstaedter, Ibis, Como-Pavia, 2011 - ISBN 978-88-7164-372-4 - 184 p. - 9,00 euro
All’età di soli 23 anni, dopo aver completato la stesura della sua tesi di laurea in filosofia, Carlo Michelstaedter (Gorizia, 1887-1910) decide di togliersi la vita, con un gesto che ancora oggi resta in larga misura inspiegabile. La Persuasione e la rettorica, titolo della dissertazione di laurea lasciata a mo’ di testamento, è diventata oggetto di grande interesse da parte degli studiosi, i quali ne hanno riconosciuto la grande originalità e forza teoretica. Nell’apparente dualismo tra persuasione e rettorica si dispiega il tentativo di comprendere il senso della vita, nella sua irriducibile contraddittorietà. E se la persuasione rappresenta la via che conduce al recupero della propria autenticità, la rettorica è il luogo della resa di fronte ai bisogni e alle necessità, alle convenzioni e alle istituzioni, che rendono l’uomo schiavo.
L’analisi dell’opera di Michelstaedter proposta in questa edizione riconduce ad una riflessione responsabile sulla vita, sul dolore e sulla morte come connotati imprescindibili che da sempre accompagnano la condizione umana, istituendo anche un confronto con i punti alti del panorama filosofico contemporaneo, in particolare Leopardi, Schopenhauer, Nietzsche e Heidegger.
Laura Sanò insegna Storia della filosofia contemporanea all’Università di Padova. Ha pubblicato tre volumi dedicati alla tradizione del pensiero negativo (Un daimon solitario: il pensiero di Andrea Emo, prefazione di U. Curi, La Città del Sole, Napoli, 2001; Il monoteismo democratico: religione, politica e filosofia nei Quaderni del 1953 di Andrea Emo, prefazione di M. Donà, Bruno Mondadori, Milano, 2003; Le ragioni del nulla: il pensiero tragico nella filosofia italiana tra Ottocento e Novecento, prefazione di S. Givone, Città Aperta Edizioni, Troina, 2005) e due testi su Rachel Bespaloff: una monografia (Un pensiero in esilio: la filosofia di Rachel Bespaloff, prefazione di R. Bodei, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Napoli, 2007) e un volume antologico (Rachel Bespaloff, Su Heidegger, a cura e con postfazione di L. Sanò, Bollati Boringhieri, Torino, 2010).
Umberto Curi, Leggere l'Introduzione del '57 di Marx, Ibis, Como-Pavia, 2011 - ISBN 978-88-7164-360-1 - 144 p. - 9,00 euro
Il testo conosciuto come Introduzione del '57 è certamente, insieme al Manifesto del partito comunista, lo scritto marxiano che ha goduto di più larga fortuna e di maggiore risonanza lungo il corso del ventesimo secolo. Ritrovata fra le carte di Marx in un quaderno siglato M e recante la data del 23 agosto 1857, l'Einleitung rimase inedita fino al 1903, quando Karl Kautsky ne curò la prima pubblicazione. Iniziò allora una storia particolarmente accidentata, durante la quale il testo venne più volte ripubblicato in tedesco e tradotto in numerose altre lingue, talora annesso a Per la critica dell’economia politica (comparso originariamente nel 1859) e in altri casi ricongiunto al grande corpus dei Grundrisse, ma comunque in edizioni spesso filologicamente discutibili.
Corredata di un ampio saggio introduttivo e di un adeguato apparato di commento critico-esegetico, la presente edizione ambisce a presentarsi come la prima traduzione in lingua italiana fedele al manoscritto originale. Il lettore potrà ritrovarvi alcuni fra i più importanti temi della critica marxiana dell'economia politica, proposti allo stato nascente. Da queste pagine emerge già nitidamente la struttura logico-concettuale che si ritroverà, più ampiamente articolata, nella grande opera che vedrà la luce 8 anni dopo, e che consacrerà la fama dell’autore del Capitale.
Umberto Curi è professore ordinario di Storia della Filosofia presso l’Università di Padova. Ha diretto per oltre vent’anni la Fondazione Istituto Gramsci Veneto ed è attualmente Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerche in Storia e Filosofia delle Scienze (CIRSFIS) dell'Università di Padova. Ha pubblicato numerosi volumi, alcuni dei quali tradotti in altre lingue. Ricordiamo, tra i più recenti, Miti d’amore: filosofia dell'eros (2009) e Pensare con la propria testa (2009). Con Meglio non essere nati: la condizione umana tra Eschilo e Nietzsche (2008) ha vinto nel 2009 il Premio Nazionale Capalbio per la filosofia. Il volume Straniero (2010) ha ricevuto il Praemium Classicum Clavarense e il Premio Frascati. Sulle tematiche affrontate in questo libro ha pubblicato Sulla "scientificità" del marxismo (1979) e I limiti della politica (1991).
Silvana Borutti, Leggere il Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein, Ibis, Como-Pavia, 2010 - ISBN 978-88-7164-335-9 - 255 p. - 9,00 euro
Il Tractatus logico-philosophicus, un piccolo volume di 80 pagine pubblicato in tedesco nel 1921 e con traduzione inglese a fronte nel 1922, grazie all’interessamento del celebre logico e filosofo Bertrand Russell, è un libro scritto in uno stile inconsueto e inimitabile, fatto di un’architettura di proposizioni numerate con decimali. Wittgenstein vi sviluppa una concezione del significato delle proposizioni del linguaggio che avrà un ruolo decisivo nella formazione delle teorie epistemologiche e semantiche del neopositivismo e della filosofia analitica. Il libro si apre parlando del mondo come ci è dato nella raffigurazione linguistica, e si chiude con la proposizione: "Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere". Nella sua Introduzione, Russell espone i temi del Tractatus in tono ammirato, ma esprime perplessità nei confronti delle proposizioni finali sulla necessità del silenzio. Eppure, nella concezione di Wittgenstein, il silenzio non è un orpello esoterico né una concessione al misticismo, ma ha a che fare con le condizioni del significare, che non possono essere dette, ma solo mostrate.
Silvana Borutti insegna Filosofia Teoretica all’Università di Pavia. Le sue ricerche riguardano da tempo le categorie delle scienze umane e il rapporto tra immaginazione e conoscenza. Pubblicazioni recenti: F. Affergan, S. Borutti, C. Calame, U. Fabietti, M. Kilani, F. Remotti, Figure dell’umano: rappresentazioni dell’antropologia, Meltemi, Roma, 2005; Filosofia dei sensi. Estetica del pensiero tra filosofia, arte e letteratura, Raffaello Cortina, Milano, 2006. Ha curato il fascicolo n. 3, 2009, di "Paradigmi" dedicato a "Immagine e immaginazione".
Alessandro Peroni, Leggere la Disobbedienza civile di Thoreau, Ibis, Como-Pavia, 2010 - ISBN 978-88-7164-254-3 - 135 p. - 9,00 euro
Il filosofo americano Henry David Thoreau (1817-1862) è uno dei più originali pensatori del XIX secolo. Per un lungo periodo, scelse di rimanere per un lungo periodo isolato dalla civiltà, vivendo dello stretto necessario a stretto contatto con la natura in una baracca di legno costruita con le proprie mani. Il suo spiccato individualismo, però, non gli impedì di prendere pubblicamente posizione a proposito dei problemi sociali e politici del suo tempo, come lo schiavismo e la guerra degli Stati Uniti contro il Messico. Il suo dissenso si espresse sia attraverso scritti e pubbliche letture, sia con un’iniziativa che egli definì “disobbedienza civile”: dichiarando di anteporre i dettami della propria coscienza alle leggi dello Stato, Thoreau si rifiutò di pagare le tasse che sarebbero servite a finanziare la politica espansionista e schiavista del governo americano. In seguito alla sua azione, Thoreau fu imprigionato e dall’esperienza del carcere nacque lo scritto Disobbedienza civile (1849), un’opera fondamentale per la nascita e lo sviluppo di tutti i successivi movimenti di protesta sociale non violenta che hanno avuto come rappresentanti più noti Gandhi e Martin Luther King.
Alessandro Peroni è redattore delle riviste “Oltrecorrente” e “Diogene – Filosofareoggi” e collabora con diverse pubblicazioni periodiche a carattere filosofico e letterario. È segretario e socio fondatore del Gruppo di ricerca filosofica Chora. La sua riflessione verte in particolare sul rapporto tra musica e società. Ha pubblicato numerosi saggi su varie tematiche che vanno dall’estetica musicale, all’etica, alla politica.
Matteo Canevari, Leggere la Genealogia della morale di Nietzsche, Ibis, Como-Pavia, 2008 - ISBN 978-88-7164-266-6 - 254 p., 9,00 euro
“Le tre dissertazioni che compongono questa genealogia sono forse per espressione, intenzione e arte del sorprendere quanto di più inquietante sia stato scritto fino a oggi”. Così, in Ecce homo, Nietzsche definiva la potenza di pensiero messa in opera nelle tre parti che compongono la sua Genealogia della morale, uno dei suoi ultimi scritti prima della discesa nel silenzio della pazzia che lo colse nel 1889. Libro inquietante, libro disturbante, libro che sovverte tutto il campo dei valori e delle credenze morali, è il lavoro più sistematico dell’opera nietzschiana, che dispiega tutta la grandezza e la novità dell’indagine genealogica, quel modo di interrogare le cose introdotto da Nietzsche che, alla vecchia domanda metafisica “che cos’è?” applicata al campo dei valori, sostituisce la questione “che cosa significano i valori?”, aprendo il pensiero al problema del senso dei valori relativamente alla loro origine.
Accostarci alla lettura di questo testo, allora, per noi significa tenere saldo il filo dell’analisi nietzschiana nel pieno dello sconcerto prodotto da alcune sue tesi e orientarci alla scoperta di un pensiero critico lucido e appassionato capace di guardare a fondo nel problema epocale del nichilismo.
Matteo Canevari si è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Pavia; ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Filosofia presso l’Università di Ginevra, dove ha conseguito anche il diploma di specializzazione DEA. È docente di Filosofia e Storia presso i licei. È autore di una recente monografia su Georges Bataille dal titolo La religiosità feroce – Studio sulla filosofia eterologica di Georges Bataille e ha pubblicato articoli e saggi su diverse riviste specializzate. È vicepresidente del Gruppo di ricerca filosofica Chora.
Daniele Albasini, Leggere Una teoria della giustizia di Rawls, Ibis, Como-Pavia, 2007 - ISBN 978-88-7164-239-0 - 189 p. - 9,00 euro
Una teoria della giustizia (1971) di John Rawls (1921-2002) è già un classico della filosofia politica. La sua concezione contrattualista della giustizia come equità si è subito imposta come alternativa all’influente tradizione utilitarista ed è stata il punto di partenza di una vivace controversia sull’idea di società giusta. Nel libro di Rawls, lungo e complesso, s’intersecano diversi campi del sapere (tra cui economia, diritto e psicologia) e il rinvio ad alcuni classici del pensiero filosofico, in particolare Kant, si affianca agli strumenti teorici della scelta razionale. Ma mettendo in scena la rappresentazione della scelta dei principi di giustizia per la società, soprattutto con i concetti di posizione originaria e velo di ignoranza, la teoria di Rawls è anche in grado di fare presa sull’immaginazione di ogni lettore. Una teoria della giustizia raccoglie la sfida lanciata dagli effetti che la lotteria sociale e naturale scarica sulle vite delle persone senza che queste ne abbiano responsabilità e proponendo una conciliazione di libertà ed eguaglianza offre un metodo equo e ragionevole per fronteggiare l’arbitrarietà del caso.
Daniele Albasini vive e lavora a Milano. Si è laureato in Filosofia politica a Pavia. È stato tra i soci fondatori del Gruppo di ricerca filosofica Chora. Ha pubblicato articoli su Kant e Dürrenmatt.
Alessandro Galvan, Leggere l'Etica di Spinoza, Ibis, Como-Pavia, 2007 - ISBN 978-7164-233-8 - 189 p. - 9,00 euro
Espulso dalla comunità ebraica di Amsterdam, disprezzato dai teologi e dai moralisti del suo tempo, spesso denigrato senza essere letto, Spinoza ha dato vita ad uno dei massimi capolavori della ragione filosofica: l'Etica dimostrata secondo ordine geometrico (pubblicata postuma nel 1677).
Si tratta per noi di accostarci alla grandezza di questo tempio maestoso e di provare a sondare il segreto del suo fascino straordinario.
Alessandro Galvan è docente di Filosofia e Storia nei licei. Socio fondatore e presidente del Gruppo di ricerca filosofica Chora dal 1998, si dedica da anni allo studio del pensiero di Spinoza e del razionalismo del Seciento.
Gli articoli contenuti in questa raccolta sono gli estratti delle
conferenze tenutesi nei mesi di gennaio-febbraio 2006 nell'ambito del ciclo I sette vizi capitali. Gli articoli
furono originariamente pubblicati, con il contributo della Fondazione Cassa di
Risparmio di Tortona, in un supplemento del settimanale "Sette
giorni a Tortona" (n. 50 del 23 dicembre 2006). Poiché, nonostante il fascicolo
sia da tempo esaurito, continuiamo a ricevere richieste di aspiranti lettori,
abbiamo deciso di ripubblicare on-line questo materiale.
Socrate a Tortona: lezioni di filosofia 2004-2005, a cura del Gruppo di ricerca filosofica Chora, Editrice Impressioni Grafiche, Acqui Terme, 2006 - ISBN 88-87409-72-2 - 100 p. - 7,00 euro
Il volume raccoglie alcuni saggi che costituiscono la rielaborazione delle lezioni del Corso di filosofia "Socrate a Tortona", tenutosi presso il Teatro civico di Tortona nel 2004-2005. Il volume è stato pubblicato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona.
INDICE DEL VOLUME:
Alessandro Galvan, L'aurora del soggetto
Giosiana Carrara, Felicità privata e felicità pubblica
Matteo Canevari, Tre passi nel Bello
Alessandro Peroni, "Parlare tra i calici": filosofia e comunicazione
Bruna Marenzana, Riflessioni minime sull'identità